Ogni giorno ci prendiamo l’impegno di far uscire i nostri bambini per portarli dove i loro sguardi, le loro anime possano vivere lo spazio aperto. Lo facciamo per la loro salute, per la nostra, per un quartiere che ha bisogno di essere vissuto e non solo controllato. Ogni giorno nei passi di quelle piccole creature rivedo rinnovarsi il desiderio di esplorazione, di avventura, di conoscenza del mondo. Ogni giorno possono andare incontro al mondo con fiducia e coltiviamo la speranza che questo sentimento li accompagnerà nella vita, anche nei momenti in cui la sentiranno venire meno. Facciamo vivere loro tutte queste esperienze non perché non conoscano mai la bruttezza, la sofferenza, il disagio o la monotona mediocrità; bensì perché sappiano che ci sono orizzonti dietro quegli ostacoli.
I tesori preziosi che stanno accumulando nei loro occhi, mani, cuori, piedi saranno fondamentali proprio nei momenti difficili. I semi dell’educazione germogliano quando sopraggiunge il calore della primavera della vita, quando è il tempo opportuno, quando l’anima collegata con le stelle vede aprirsi la porta del cambiamento.
Disegno: Maestra Sabina Bello
Siamo in un tempo in cui anche la scuola è immersa nella tecnologia che predomina fin dalla più tenera età. Infatti si ve
C’è un grande pollaio dove la chioccia a primavera cova le uova da cui nascono dei veri pulcini. In questo modo i bambini sperimentano dal vivo uno dei modi di nascere, si prendono cura concretamente dei piccoli accudendoli e coccolandoli. Sempre in primavera arrivano i neonati bachi da seta che, alimentati più volte al giorno con le foglie di gelso portate dai bimbi da casa, crescono fino a chiudersi nel bozzolo per poi uscirne farfalle, depositare le uova e ricominciare col ciclo di nuovo. Tutto vissuto giorno per giorno, compresa la morte delle farfalle che, una volta depositati gli ovetti, hanno concluso il loro ciclo vitale.
C’è l’orto sinergico, per approcciarsi in un modo diverso con la terra, basato sul rispetto, sulla pazienza, sulla gratitudine e sulla sostanza. Si vivono anche la fatica e l’impegno costante perché l’orto, come gli animali, va curato costantemente. Ed i prodotti raccolti (insalata, cetrioli, zucchine, piselli, pomodori, bieta, patate, zucche) vengono cucinati dalla cuoca e poi mangiati. In un angolo, la compostiera in cui i grandi di 5 anni portano gli scarti di frutta e verdura che diverranno concime buono per l’orto. Questo al fine di ridurre i rifiuti da smaltire e di non usare concimi chimici.


Uno dei fattori che sento che caratterizza l’esperienza della Scuola del Mare è il 
Narrazione della prima uscita fuori città, nelle antiche strade degli scavi archeologici di Ostia Antica.